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Gennaio 2026

A TEATRO IN GIAPPONE

Dal roboante kabuki, le cui rappresentazioni ricche di effetti speciali, al solenne ed austero noh, passando per il ningyo joruri, l’elegante teatro dei burattini, il Giappone vanta un’articolata e raffinata tradizione teatrale. Leggende popolari, amori tragici e classici della letteratura antica prendono vita nei gesti e nelle voci degli attori del teatro giapponese. Questo mese andiamo alla scoperta di tre arti sceniche designate Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.
Noh

Il noh ha origine nel XIV secolo. È un’arte scenica che si basa sulla combinazione di musica, recitazione e danza e il suo repertorio ruota attorno a classici della letteratura tradizionale. Distintivo è l’impiego di maschere estremamente espressive, realizzate dalle sapienti mani di esperti artigiani che possono impiegare fino a un anno per la realizzazione di una singola maschera. Il noh è considerato un’arte scenica estremamente raffinata e la formazione degli attori richiede un iter severo e molti anni di studio.

Il palco è essenziale, caratterizzato dall’assenza di un sipario che separi il palco dal pubblico, così come la scenografia: ogni dramma noh si svolge davanti allo oi-matsu, un pino dipinto sulla parete del palco. Sebbene le rappresentazioni teatrali noh si svolgano esclusivamente in giapponese, per i non-native sono disponibili libretti in lingua inglese che ne agevolano la comprensione. I drammi noh durano tra i 60 e i 90 minuti, e sono intervallati dai kyogen, brevi spettacoli dal carattere comico.

Alcuni tra i teatri più importanti si trovano a Tokyo; si segnala in particolare il National Noh Theatre, a Sendagaya, e il Kanze Noh Theatre, appartenente alla scuola Kanze, situato all’interno del complesso Ginza Six. Il Nagoya Noh Theatre sorge vicino al castello, mentre l’Otsuki Noh Theatre di Osaka è un importante teatro nella regione del KansaiKanazawa, dove il noh ha goduto anticamente del mecenatismo del locale clan Maeda, è un’altra tappa obbligata in quanto sede della scuola Kaga Hosho. Qui si trovano lo Ishikawa Prefectural Noh Theatre e il Kanazawa Noh Museum, dove, oltre a vedere da vicino maschere e costumi di scena, è possibile indossare le vesti di un attore noh.

Menzione a parte meritano le rappresentazioni all’aperto, o takigi noh, che si svolgono la sera, con il palco illuminato dalla luce del fuoco dei falò. I takigi noh si svolgono in luoghi scenici come la pineta di Miho no Matsubara, dove ogni anno va in scena la Leggenda dell’abito di piume, storia dell’incontro tra un pescatore e una creatura celeste. Il celebre santuario Itsukushima-jinja, a Miyajima, vanta l’unico palco per il noh costruito sul mare mentre ogni anno, a maggio, il tempio Kofukuji rinnova la tradizione, ormai millenaria (le prime rappresentazioni qui risalgono al IX sec.), del suo takigi noh. 

Takigi Noh (Tempio Kofukuji) - Photo copyright by Eibun Kuwabara
Kabuki

Decisamente diverso dall’austero e solenne noh è il kabuki, nato intorno all’inizio del XVI secolo. Le principali tematiche di quest’arte scenica sono gli eventi storici e vicende i cui protagonisti si trovano ad affrontare dilemmi morali. Anche il palco è antitetico rispetto a quello essenziale del noh: è dotato di piattaforme rotanti e porte nascoste che permettono agli attori di comparire e uscire di scena agilmente. Altra importante componente è lo hanamichi, una passerella che si estende tra il pubblico e che consente entrate e uscite d'impatto.

© National Theatre

La gestualità è articolata: gli attori adottano pose plastiche (mie) per veicolare il culmine delle emozioni dei personaggi, i movimenti possono essere vigorosi ed esagerati oppure morbidi e armonici. Anche il trucco è appariscente: nel caso di personaggi femminili (intepretati dagli onnagata, attori maschi specializzati in ruoli femminili) è bianco, mentre nel caso di personaggi maschili alla base bianca si aggiugono striature rosse, blu o marroni a seconda dell'emozione e della tipologia di personaggio (eroe, malvagio antagonista, creatura soprannaturale). Componente importante è anche l'accompagnamento musicale, basato sull’impiego di strumenti tradizionali.

Il Kabuki-za di Tokyo, lo Shochiku-za di Osaka e il Minami-za di Kyoto sono alcuni dei principali teatri presso cui assistere a rappresentazioni di questa coinvolgente arte scenica.

Ningyo joruri

Conosciuto anche con il nome di bunraku, il ningyo joruri è un’arte scenica nata nel XVII secolo. Diversamente da noh e kabuki, a dominare il palco qui sono i burattini, incontro perfetto tra ingegno e fine artigianato, manovrati con una maestria tale da conferire loro movenze fluide ed estremamente realistiche. Per ogni burattino sono infatti necessari fino a tre burattinai, il cui apprendistato può durare fino a vent'anni; essi sono visibili sul palco, completamente vestiti di nero e con il volto coperto, ma la loro presenza manifesta non toglie nulla alla magia di quest'arte scenica.

Ningyo Joruri ©Tokushima Prefecture

Cruciale è anche il ruolo del narratore, o tayu, che con la sua voce infonde vita ai dialoghi intepretando un vasto range di personaggi, maschili e femminili, giovani e anziani. La musica dello shamisen, tradizionale strumento a corde, accompagna la narrazione fungendo da complemento alla voce del narratore.

Ningyo Joruri ©Tokushima Prefecture

Particolarmente felice è stato, per lo sviluppo del bunraku, l'incontro tra Takemoto Gidayu (1651 – 1714), celebre tayu, e il drammaturgo Chikamatsu Monzaemon (1653 – 1725), la cui collaborazione ha dato vita a drammi in grado di riscuotere istantaneamente il favore del pubblico dell'epoca e ha consolidato lo status di quest'arte nella cultura giapponese.


A Osaka, culla del ningyo joruri, al National Bunraku Theatre gli spettacoli sono fruibili anche da un pubblico straniero grazie ad audioguide e sinossi scritte in lingua inglese.

Notizie per il trade

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Arriva “Attack on Titan” a Nijigen no Mori

 

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L’evento speciale a tempo limitato proporrà due attrazioni immersive, una di giorno e una di notte, insieme a menu a tema e merchandising esclusivo.


Un appuntamento imperdibile per gli appassionati di anime di tutto il mondo!

 

Sito ufficiale:

https://awaji-resort.pasonagroup.co.jp/articles-and-columns/tv-anime-attack-on-titan-x-nijigen-no-mori-collaboration-event

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Prossimo appuntamento: 30 gennaio 2026 (venerdì) alle ore 16:00
Scopri di più e partecipa: japan.travel/it/online-seminars/

I visitatori internazionali arrivati in Giappone nel mese di dicembre sono stati 3,617,700 di cui 21,700 italiani.

 

Informazioni più dettagliate sulle statistiche dei flussi in ingresso nel Paese del Sol Levante sono consultabili alla pagina ufficiale:

 

https://statistics.jnto.go.jp/en/ 

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mail: jntorome@jnto.go.jp

 

Giulia Chialchia 


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